In un calcio sempre più distante dalla gente, dai sentimenti e dalle curve polverose dove nasce la passione vera, c’è ancora chi sceglie di non piegarsi. A Palermo, città di contrasti e orgoglio, esiste una squadra che ha fatto della coerenza la propria identità tecnica, della condivisione una regola e della passione una bandiera.

Stiamo parlando del “Palermo Calcio Popolare“, una squadra di calcio dilettantistica nata il 29 febbraio 2016 che milita in Prima Categoria – Girone A.

Il progetto è nato con l’obiettivo di rifiutare il calcio-azienda per restituire allo sport la sua dimensione originaria. Quella di gioco, di strada, di comunità. Quella dove si suda, si perde e si vince senza secondi fini. Non a caso, il Genio di Palermo è il loro simbolo, rappresenta, infatti, anche un atto d’amore verso la città di Palermo, vissuto ogni giorno con rispetto e orgoglio.

Abbiamo intervistato Nicola Bracia, uno di quei giocatori che non scende in campo per mettersi in mostra, ma per affermare che un altro calcio, quello più vero e più umano non solo è possibile, ma già esiste e soprattutto resiste. Gli abbiamo chiesto cosa significhi per lui far parte di un progetto così radicalmente diverso dal calcio tradizionale.
“Per me – ha spiegato Bracia – il Palermo calcio Popolate rappresenta qualcosa di profondamente significativo, sin da quando sono entrato a fare parte di questa realtà. Questo sarà il settimo anno che indosso con orgoglio questa maglia e posso dire con certezza che non è solo una squadra, è una comunità, un modo di vivere il calcio. Prima di arrivare qui, cercavo esattamente un progetto così, dove al centro ci fossero i valori umani, l’inclusione, la condivisione, e non soltanto i numeri o gli interessi economici. Entrare a far parte di questa famiglia mi ha permesso di realizzare un desiderio profondo, ovvero quello di giocare per qualcosa che va oltre il risultato sul campo, qualcosa che parla di appartenenza, rispetto e passione autentica.”

Quanto è difficile portare avanti questa rivoluzione culturale che parte dal basso?
È una sfida difficile perché in Sicilia, ma in generale in tutta Italia, realtà come la nostra si contano sulle dita di una mano. Portare avanti una rivoluzione culturale che parte dal basso richiede impegno, coerenza e tanta pazienza. Il difficile non è solo resistere, ma anche coinvolgere nuovi giocatori, far comprendere loro che qui si gioca per qualcosa di più grande del singolo, al di là dei soldi e delle logiche di mercato. Oggi, purtroppo, tutto ruota attorno al denaro. Chi sposa il nostro progetto lo fa con il cuore, non con il portafogli. E questo fa la differenza.”

Uno dei pilastri del progetto di Palermo Calcio Popolare è l’inclusione sociale, la mission principale, infatti, è quella di permettere a tanti ragazzini, tramite la scuola calcio, di poter fare sport a prescindere dalle proprie condizioni socioeconomiche.
“È vero, molti ragazzini sono stati tolti dalla strada e si sono inseriti nella scuola calcio. Uno degli aspetti più belli e significativi del Palermo Calcio Popolare è proprio questo, l’inclusione sociale. Grazie alla scuola calcio, tanti bambini e ragazzi hanno trovato un ambiente sano dove crescere, non solo come atleti ma soprattutto come persone. E tutto questo, gratuitamente. Il calcio, del resto, è lo sport più popolare al mondo, ed è anche uno dei più potenti strumenti di aggregazione e riscatto sociale. Secondo me, il vero significato dello sport è quello di creare opportunità dove sembra non ce ne siano.”

Parliamo del nuovo allenatore Carlo Cosenza, che aria si respira nel gruppo e cosa cambia rispetto al passato.
“Ho conosciuto da poco il nuovo Mister e le prime impressioni sono davvero positive. È giovane, ma si vede che è molto preparato, ha idee chiare e tanta voglia di costruire qualcosa di buono. In squadra si respira un bel clima, c’è entusiasmo e unità. Anche lo scorso anno, con Ciccio Galeotto, si stava molto bene e c’era un bel gruppo. Oggi ripartiamo con lo stesso spirito, con nuove energie e tante motivazioni. Le sensazioni sono ottime.”

Quali sono i tuoi obiettivi personali, ma anche quelli della squadra per questa nuova stagione
“Il mio obiettivo personale è sempre stato quello di diventare il capitano di questa squadra, e finalmente quest’anno ci sono riuscito. È un traguardo a cui tenevo molto. Per quanto riguarda la squadra, vogliamo fare meglio rispetto alla scorsa stagione e, se possibile, lottare per la promozione. La società non ci mette pressione sui risultati. Per loro conta soprattutto che sudiamo la maglia e ci divertiamo. Detto questo, l’obiettivo resta naturalmente vincere il campionato, anche se sappiamo che sarà difficilissimo.”

In previsione della nuova stagione quale messaggio vuoi dare ai palermitani?
“Siamo i primi tifosi rosanero e sappiamo bene che l’attenzione dei palermitani è tutta rivolta al Palermo F.C., però, se possibile, vorrei chiedere ai palermitani di sostenerci, perché la domenica con noi si vive il calcio vero, quello autentico che tutti amavamo negli anni ’90 e nei primi 2000. Chiunque voglia unirsi al nostro progetto è il benvenuto. Si può diventare socio sostenitore sottoscrivendo una tessera numerata con un contributo minimo di 20 euro all’anno.”