Palermo, rapina ai danni dell’autista di un pullman: la Polizia di Stato identifica e ferma tre giovani.

Si tratta di tre cittadini extracomunitari, due ghanesi rispettivamente di 22 e 34 anni e di un gambiano di 21 anni, nei cui confronti è stato adottato un provvedimento di fermo di indiziato del delitto di rapina

La Polizia di Stato ha risolto in breve tempo il caso di una violenta rapina compiuta domenica pomeriggio in danno dell’autista di un pullman di linea, proveniente dall’est Europa ed in transito a Palermo. Si tratta di tre cittadini extracomunitari, due ghanesi rispettivamente di 22 e 34 anni e di un gambiano di 21 anni, nei cui confronti è stato adottato un provvedimento di fermo di indiziato del delitto di rapina.

Domenica pomeriggio, l’autista del torpedone, che stazionava in via Pecoraino, sembrerebbe a causa di un guasto meccanico, sarebbe stato raggiunto all’interno della cabina da tre cittadini stranieri di origine sub sahariana, che hanno approfittato di un frangente di tempo in cui il mezzo era privo di passeggeri. Ne sarebbe nata una colluttazione a seguito della quale il conducente sarebbe stato privato del proprio cellulare e di 100,00 euro.

La rappresentazione della rapina fatta dalla vittima ai poliziotti del Commissariato di P.S. “Brancaccio” sarebbe stata completa ed esaustiva a tal punto che, sulla base della descrizione diramata via radio dagli agenti e raccolta dai colleghi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, una delle pattuglie impegnate nelle ricerche in direzione delle possibili vie di fuga, in via Messina Marine, avrebbe raggiunto ed identificato tre persone, fortemente sospettate  a causa dell’elevato grado di somiglianza rispetto all’identikit tracciato in precedenza. Ad essere identificati sono stati i due cittadini ghanesi e quello gambiano summenzionati, addosso ai quali è stato ritrovato il cellulare sottratto alla vittima. A chiudere il cerchio della fulminea ed efficace indagine dei poliziotti sarebbe intervenuto il riconoscimento degli stranieri quali autori dell’aggressione, operato dalla stessa vittima rumena. Il cellulare è stato quindi riconsegnato al legittimo proprietario .

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