Politica: ‘Sicilia futura, politica vecchia’

Sulla questione dei nuovi assessori interviene Tiziana D’Alessandro socio fondatore di Sicilia Futura e componente della consulta Per le donne di Sicilia Futura.

Qualcuno si è chiesto per quale ragione il Presidente Mattarella ha dato un mandato esplorativo alla Casellati per cercare un asse M5S-Centro Destra che veti contrapposti rendono irrealizzabile. Gli stessi motivi che hanno portato Leoluca Orlando a chiedere ai partiti di indicargli i nomi da inserire in una giunta politica: fare uscire i partiti allo scoperto e obbligarli a giocare a carte scoperte.
Che i protagonisti di questa “mossa del cavallo” siano Mattarella e Orlando, due tra gli ultimi alfieri di una generazione politica molto diversa dalle improvvisazioni della nuova classe dirigente, non stupisce affatto come non sorprende il pressapochismo politico rimediato da coloro che avrebbero dovuto fornire delle risposte attraverso dei nomi. Tralasciando Roma, dove almeno si discute, la mia personale attenzione si concentra su Palermo dove è bastata un’apertura del Sindaco su programmi e nuovi assessori per registrare l’assoluto vuoto di proposte sui contenuti e una stucchevole farsa sui nomi che ha suggerito a Leoluca Orlando di rinviare tutto a data da destinarsi.
Non che il Sindaco della Primavera si aspettasse qualcosa diverso: tutto secondo copione insomma, con buona pace di chi pensava di sovrapporre le proprie scelte a quelle di un Sindaco che ha il buon senso di ascoltare tutti ma di decidere in perfetta autonomia.
In autonomia, se vogliamo, ha pensato di decidere anche una parte di Sicilia Futura che, senza ascoltare nessuno all’interno del partito, ha pensato di individuare in Piampiano il candidato della lista Uniti per Palermo o Uniti per Tamajo, a seconda da quale punto di vista politico si affronti la questione.
L’assenza di dibattito interno, la mancanza di contenuti e la fretta con la quale il Cardinale, scusate il gioco di parole, ha annunciato l’habemus Papam, sono il segnale più sconfortante di un modo vecchio di fare politica costruita su un nome, quello pur rispettabile del collega. Pian piano che già rischia di diventare soprattutto un principio: andare piano piano.
Il governo della città e i progetti per la città vengono prima di tutto. Questo il Sindaco ha chiesto, nell’ottica di una giunta con più peso dei partiti.
Se queste sono le premesse il nome del prossimo assessore in quota Sicilia Futura diventerà la filosofia di una intera classe politica al quale Leoluca Orlando ha chiesto un’accelerazione e che per tutta risposta si è sentito obiettare semplicemente pian piano. 



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